I don't like Mondays
Sometimes I really need it…

Sometimes I really need it…

Who remembers Wonder Boy in Monster Land? A great parody!

“La vera Università non ha un’ubicazione specifica. Non ha possedimenti, non paga stipendi e non riceve contributi materiali. La vera Università è una condizione mentale”

La rivoluzione della conoscenza

Mi stupisco ancora di come tutto sia cambiato da quando internet (e soprattutto il web 2.0) si sono diffusi diventando parte integrante della vita di milioni di persone in tutto il mondo. Oggi ci ho pensato in due diverse occasioni: questa mattina, mentre postavo con poco più di un click le mie ultime foto su flickr, e poco fa, quando mi sono stupita di trovare decide e decine di tutorial per imparare a suonare la chitarra su Youtube.

In passato c’era un solo modo per imparare a suonare uno strumento: dai libri (con immensa fatica) e da un maestro (di solito a pagamento). Oggi puoi collegarti a Youtube, chiedere consigli nei commenti, videoregistrarti mentre suoni e chiedere agli altri utenti dove sbagli. Un autodidatta non si trova di fronte a un muro quasi invalicabile, può superarlo con la scala a pioli di Internet.

So long to tag clouds.

So long to tag clouds.

Le istruzioni per:

  1. Visualizzare i dati di condivisione su Facebook di una pagina web;
  2. Visualizzare il feed rss degli aggiornamenti di stato dei tuoi amici;
  3. Visualizzare il feed rss del tuo stato personale;
  4. Cancellare un Gruppo Facebook;
  5. Visualizzare i commenti recenti dei tuoi amici;
  6. Cercare tra le foto in base agli amici taggati;
  7. Cercare una parola all’interno dei Post dei tuoi amici

Una bella intervista ad Andrea Zanzotto, all’estero descritto come “Italy’s most influential living poet”.

Splendida anche la sua intervista (fatta un decennio dopo questa) all’Infedele di Gad Lerner. Purtroppo non sono ancora riuscita a trovare il video online.

Un po’ di finestre nascoste (e molto carine) che difficilmente si potrebbero scovare senza le giuste indicazioni…

Faber!

E’ noto che soprannome di Fabrizio De André - Faber - sia stato inventato da Paolo Villaggio, suo amico dai tempi delle scuole dell’obbligo. Meno noto è il motivo: si rifà alla marca di matite che De André utilizzava e di cui - pare - fosse gelosissimo. La Faber Castell dovrebbe inserirlo sul suo sito istituzionale alla sezione “Curiosità”…